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Vantaggi e svantaggi degli impianti dentali

Gli impianti dentali sono dispositivi che sostituiscono i denti mancanti. Vengono inseriti chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare e fungono da radici artificiali. Su queste radici vengono ancorate protesi come corone o ponti, ripristinando sia la funzionalità sia l’estetica del sorriso.

La riabilitazione di un elemento dentario su impianto è composta da tre parti principali:

  • La vite endossea, inserita nell’osso, funge da radice del dente.
  • L’abutment collega la vite alla protesi.
  • La protesi sostituisce il dente visibile.

La biocompatibilità del titanio garantisce una connessione stabile e duratura con l’osso attraverso un processo chiamato osteointegrazione. Questo processo richiede dai 3 ai 6 mesi, a seconda dell’arcata in cui viene posizionato l’impianto e delle condizioni specifiche del paziente.

Esistono diverse soluzioni protesiche:

  • L’impianto singolo: ideale per la sostituzione di un solo dente.
  • Il ponte su impianti: indicato per sostituire più denti. Utilizza due o tre impianti come pilastri sui quali viene applicata la protesi.
  • L’overdenture (o protesi a bottone): una protesi removibile stabilizzata su impianti.
  • La protesi totale su 4 o 6 impianti: adatta a chi ha perso tutti i denti di un’arcata e prevede l’inserimento di 4 o 6 impianti a sostegno di una protesi completa.

Vantaggi degli impianti dentali

Rispetto alle protesi removibili tradizionali, conosciute comunemente come dentiere, l’impianto dentale presenta vari vantaggi, tra cui:

  • Previene la perdita di tessuto osseo: quando viene meno un dente, viene meno anche la massa ossea, specie se interessa la zona del mascellare. 
  • Ripristina completamente la funzionalità masticatoria: sostituendo i denti mancanti con gli impianti dentali, viene ripristinata la normale dentatura e le condizioni naturali della masticazione. 
  • Garantisce una parlata naturale: se manca un dente, ma ancora di più se ne mancano parecchi, si può avere difficoltà a pronunciare alcune parole. Con gli impianti dentali il problema può essere risolto. 
  • Impediscono spostamenti dei denti adiacenti a quelli persi: se manca un dente i denti adiacenti tendono a occupare gli spazi vuoti provocando disallineamenti. Grazie agli impianti dentali i denti restano stabili al loro posto. 
  • Riduce la possibilità di infiammazioni a carico del cavo orale: applicando una protesi fissa, diminuiscono i fenomeni infiammatori come quelli provocati dallo sfregamento delle protesi dentali removibili sulle gengive. 
  • Durata elevata: se curati adeguatamente, con regolari sedute di igiene orale professionale e controlli odontoiatrici periodici, gli impianti dentali possono durare molto tempo senza dare problemi. 

Impianti dentali e controindicazioni

L’implantologia è un trattamento sicuro. Pertanto, non presenta particolari svantaggi o controindicazioni.

Alcune persone, però, possono essere spaventate dalla natura invasiva che presenta ogni intervento chirurgico. Tuttavia, le moderne tecniche odontoiatriche e l’uso dell’anestesia locale annullano notevolmente il dolore e il fastidio.

È bene sapere, però, che non tutti i pazienti sono idonei per un intervento di implantologia dentale. Il successo dell’impianto dipende dalla quantità e qualità dell’osso disponibile. È necessario avere sufficiente tessuto osseo per sostenere l’impianto. Se l’osso è insufficiente o compromesso, l’implantologia dentale tradizionale potrebbe non essere una soluzione praticabile.

Inoltre, i pazienti con malattie orali, come la parodontite, devono sottoporsi alle dovute terapie per curare queste condizioni prima di procedere con l’intervento di implantologia.

I fumatori accaniti, invece, devono considerare la necessità di smettere o ridurre significativamente il consumo di tabacco, poiché il fumo può compromettere il processo di osteointegrazione, fondamentale per il successo dell’impianto.

Anche altre condizioni di salute, come patologie cardiache, diabete grave, problemi di coagulazione e malattie autoimmuni, richiedono una valutazione attenta prima di procedere con l’intervento. Questi fattori possono influenzare negativamente il processo di guarigione e l’integrazione dell’impianto con l’osso.

Pur essendo limitati e spesso gestibili, questi svantaggi devono essere considerati e discussi con il dentista durante la fase preparatoria all’intervento.

DOMANDE FREQUENTI

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Cos’è l’implantologia dentale?

L’implantologia dentale è una branca dell’odontoiatria che permette di sostituire uno o più denti mancanti attraverso l’inserimento di impianti dentali. L’impianto è una piccola vite in titanio che viene posizionata nell’osso e svolge la funzione di radice artificiale. Su questa struttura viene poi applicata una corona, cioè il dente visibile, progettata per integrarsi con il resto del sorriso.

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Quando serve un impianto dentale?

Un impianto dentale può essere indicato quando manca un dente, quando più denti sono assenti oppure quando una dentiera mobile non garantisce stabilità e comfort sufficienti. La scelta dipende sempre dalla situazione clinica del paziente, dalla quantità di osso disponibile, dallo stato delle gengive e dalla salute generale della bocca. Per questo è necessaria una visita odontoiatrica con esami specifici.

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L’implantologia dentale fa male?

L’intervento di implantologia dentale viene eseguito con anestesia locale, quindi generalmente il paziente non sente dolore durante la procedura. Nei giorni successivi possono comparire fastidio, gonfiore o lieve indolenzimento.

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Quanto dura un impianto dentale?

Un impianto dentale può durare molti anni, ma la sua durata dipende da diversi fattori: igiene orale quotidiana, controlli periodici, salute delle gengive e abitudini come il fumo.

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Tutti possono mettere un impianto dentale?

Non sempre l’implantologia dentale è indicata per tutti nello stesso modo. Prima di procedere, il dentista valuta la qualità e la quantità dell’osso, lo stato di salute delle gengive, eventuali patologie sistemiche, terapie in corso e abitudini personali. In alcuni casi possono essere necessari trattamenti preparatori, come la cura delle gengive o procedure per aumentare il volume osseo disponibile.

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Cosa succede se manca l’osso per un impianto dentale?

Quando l’osso non è sufficiente, l’impianto dentale potrebbe non avere una base stabile per essere inserito correttamente. In questi casi il dentista può valutare soluzioni specifiche, come tecniche di rigenerazione ossea o altri approcci implantari. La decisione dipende dalle condizioni specifiche di ogni pazienti, dal livello di riassorbimento osseo e dagli obiettivi del trattamento.

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Quanto tempo ci vuole per mettere un impianto dentale?

I tempi dell’implantologia dentale possono variare da paziente a paziente. Dopo l’inserimento dell’impianto, spesso è necessario attendere il periodo di osteointegrazione, cioè il processo con cui l’impianto si stabilizza e si integra completamente con l’osso. Solo dopo questa fase si procede con la parte protesica definitiva. In alcuni casi selezionati si può valutare anche il carico immediato: in condizioni clinicamente idonee il cavo orale può essere riabilitato dopo 24 o 48 ore con una protesi provvisoria.

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Che differenza c’è tra impianto dentale e dentiera?

L’impianto dentale è una soluzione fissa che sostituisce la radice del dente e sostiene una corona o una protesi fissa. La dentiera, invece, è una protesi mobile che può essere rimossa dal paziente.

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