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Sedazione cosciente in odontoiatria

L’obiettivo dell’anestesia odontoiatrica è depotenziare, fino ad azzerare, la sensazione dolorosa del paziente, in modo da permettere al dentista di intervenire al meglio. Non tutte le anestesie sono uguali e, a seconda dei casi, il dentista può optare per un’anestesia leggera e parziale o una più profonda e totale. Tutto dipende ovviamente dalla complessità dell’intervento da compiere e anche, in parte, dalla sensibilità del paziente. È possibile ricorrere a una sedazione locale della zona da trattare o un’anestesia totale nei casi più importanti. Grazie ai progressi in ambito odontoiatrico, è anche possibile ricorrere ad una terza tipologia di sedazione: la sedazione cosciente

Cos’è la sedazione cosciente in odontoiatria, come viene effettuata e quali sono i vantaggi per il paziente? 

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Sedazione cosciente: cos’è?

La sedazione cosciente viene chiamata anche sedo-anestesia e consiste in un’anestesia che induce nel paziente uno stato di profondo rilassamento, associato ad amnesia e controllo del dolore.  

Come funziona la sedazione cosciente dal dentista? 

Grazie alla sedazione cosciente, il paziente è consapevole del trattamento odontoiatrico, ma è rilassato, non sente dolore e riesce a controllare ciò che sta avvenendo intorno a sé. Inoltre, dopo l’intervento, potrebbe non ricordare nulla. 

Durante la sedazione cosciente, il paziente non perde la capacità di respirare autonomamente, né di mantenere i riflessi e di rispondere agli stimoli verbali o fisici. I vantaggi del ricorrere alla sedazione cosciente in odontoiatria sono diversi: questo tipo di anestesia può essere utile nei casi in cui il paziente è particolarmente ansioso o spaventato dall’intervento. La anestesia dal dentista consente al paziente di controllare emozioni negative e stress. In ogni caso, spetta al dentista la decisione di ricorrere alla sedazione cosciente. 

Sedazione cosciente: controindicazioni 

Ci sono alcune categorie di persone alle quali è sconsigliata la sedazione cosciente: tra tutti, donne in gravidanza e persone affette da problemi respiratori cronici, enfisema polmonare o sclerosi multipla. 

Quanto dura l’effetto della sedazione cosciente? 

L’effetto della sedazione cosciente in odontoiatria dipende dal tipo di farmaco usato e dalla dose somministrata. In generale, può durare da pochi minuti a diverse ore, a seconda del paziente. È consigliato che il paziente non conduca veicoli, fino a quando l’effetto della sedazione non è completamente svanito. 

Sedazione cosciente in implantologia

La sedazione cosciente viene spesso praticata in caso di interventi di implantologia: un trattamento che permette di sostituire denti mancanti. Grazie alle tecniche di implantologia dentale è possibile ristabilire la normale funzionalità masticatoria e ripristinare l’estetica del sorriso. A causa via della natura invasiva di questi interventi, la sedazione cosciente può essere una valida opportunità. Durante gli interventi di implantologia vengono coinvolte anche le strutture mascellari e mandibolari e dunque è essenziale che il paziente sia rilassato, in modo da collaborare con l’odontoiatra. 

Prima di procedere con la sedazione, l’anestesista si accerterà della storia clinica del paziente, di eventuali allergie ai farmaci e di raccogliere informazioni sul suo stato di salute. 

Durante la sedazione cosciente verranno monitorati parametri vitali del paziente al quale, unitamente all’ossigeno, potrebbe essere somministrato per via inalatoria anche del protossido d’azoto.  

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Pulizia denti con anestesia: come avviene? 

La sedazione cosciente può essere applicata anche in trattamenti più semplici, come la detartrasi, soprattutto per pazienti con una bassa soglia del dolore. 

La detartrasi, ovvero l’ablazione del tartaro, è un trattamento di pulizia profonda volto a rimuovere placca e tartaro, pulendo al contempo anche i bordi gengivali e gli spazi interdentali. 

L’obiettivo della detartrasi è liberare la dentatura da placca e tartaro che, se trascurati e non rimossi periodicamente, potrebbero provocare carie e infezioni gengivali. In questo caso, se le condizioni cliniche del paziente lo consentono, il dentista può ricorrere alla sedazione cosciente

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