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Ortodonzia pediatrica: quando i bambini devono mettere l’apparecchio?

L’ortodonzia pediatrica, chiamata anche ortodonzia infantile o ortodonzia per bambini, riguarda lo studio e il trattamento delle anomalie dentali durante l’età evolutiva. Questa disciplina osserva la crescita dei denti, delle ossa mascellari e delle funzioni della bocca durante l’infanzia.

La bocca fa parte dell’apparato stomatognatico. Questo sistema comprende denti, mascella, mandibola, muscoli e articolazioni. Tutte queste strutture partecipano a funzioni come masticazione, deglutizione e fonazione.

Durante la crescita dei bambini la posizione dei denti e delle ossa mascellari cambia in modo progressivo. Per questo motivo alcuni problemi ortodontici possono comparire già nei primi anni di vita.

La salute orale durante l’infanzia

Molte persone pensano che l’apparecchio ortodontico riguardi solo gli adolescenti. In realtà l’ortodonzia pediatrica prende in considerazione lo sviluppo della bocca già nella prima infanzia. Alcuni difetti dentali emergono, infatti, durante la fase dei denti da latte. Altri problemi compaiono quando iniziano a erompere i denti permanenti.

Una valutazione precoce consente al dentista di individuare anomalie nella crescita delle arcate dentali o cattive abitudini che influenzano l’occlusione. Alcuni difetti risultano più semplici da correggere quando la crescita ossea non è ancora terminata.

L’attenzione alla salute orale durante l’infanzia coinvolge anche la prevenzione. Igiene orale, controlli periodici dal dentista e corrette abitudini alimentari aiutano a mantenere denti e gengive in buone condizioni di salute. Questo percorso aiuta il bambino a costruire un rapporto sereno con il dentista e favorisce la continuità delle cure anche negli anni successivi.

Bambini e dentista: quando fare la visita?

L’ortodonzia pediatrica inizia con controlli che permettono di osservare lo sviluppo della dentizione nel bambino. Molti genitori pensano che la visita ortodontica debba avvenire solo quando spuntano tutti i denti permanenti. In realtà il controllo può iniziare molto prima.

Si suggerisce una prima visita odontoiatrica intorno ai 3 anni di età. In questo periodo il bambino possiede già tutti i denti da latte. Il dentista può quindi valutare lo stato di salute della bocca e osservare la posizione dei denti.

La prima visita odontoiatrica nei bambini

La visita odontoiatrica pediatrica svolge diverse funzioni. Il medico osserva la dentizione decidua e controlla lo sviluppo generale della bocca.

Durante la visita il dentista valuta:

  • salute dei denti e delle gengive;
  • posizione e dimensione dei denti;
  • modalità di masticazione;
  • modalità di deglutizione;
  • qualità della fonazione;
  • condizioni dell’articolazione temporo-mandibolare.

Questa valutazione aiuta a individuare eventuali anomalie nella crescita dei denti o delle ossa mascellari.

La valutazione ortodontica

Tra i 5 e i 6 anni alcuni bambini possono beneficiare di una valutazione ortodontica. In questa fase la bocca entra nel periodo della dentizione mista. Alcuni denti da latte cadono e compaiono i primi denti permanenti.

Intorno ai 7-8 anni la maggior parte dei bambini presenta una combinazione di denti decidui e permanenti. Questa situazione permette allo specialista di osservare lo sviluppo delle arcate dentali.

Una diagnosi precoce consente di individuare alcuni problemi quando la crescita delle ossa mascellari è ancora in corso.

La panoramica dentale nei bambini

Durante la visita ortodontica il dentista può richiedere una panoramica dentale. Questa radiografia permette di osservare la presenza dei germi dei denti permanenti.

Una panoramica eseguita tra 6 e 7 anni permette di valutare diversi aspetti della dentizione futura. Il medico può individuare anomalie di eruzione o alterazioni nello sviluppo dei denti permanenti.

Segnali che richiedono una visita ortodontica

Alcuni comportamenti o condizioni dentali indicano la necessità di una visita ortodontica.

Tra i segnali più comuni si trovano:

  • perdita precoce o tardiva dei denti da latte;
  • difficoltà nel mordere o nel masticare;
  • suzione del pollice o di altre dita;
  • affollamento, malposizione o inclusione dentale;
  • morsicamento delle guance;
  • rapporto scorretto tra mascella e mandibola rispetto al resto del viso;
  • occlusione scorretta;
  • deviazioni della mandibola durante i movimenti o presenza di rumori articolari.

La presenza di uno o più di questi segnali suggerisce una valutazione da parte dell’ortodontista.

Cause dei problemi ortodontici nei bambini

I problemi ortodontici possono avere origine ereditaria oppure acquisita.

Tra le cause ereditarie si trovano:

  • affollamento dentario;
  • presenza di diastemi;
  • elementi soprannumerari;
  • agenesie dentali;
  • rapporti ossei alterati tra mascella e mandibola.

Alcune anomalie compaiono invece nel tempo a causa di abitudini o comportamenti.

Queste condizioni:

  • suzione del pollice;
  • respirazione con la bocca;
  • scarsa igiene orale;
  • permuta dentaria ritardata o prematura.

Suzione del pollice e morso aperto

La suzione del pollice costituisce una delle abitudini più frequenti nei bambini piccoli. Questa abitudine può influenzare lo sviluppo dell’occlusione dentale.

In alcuni casi provoca il morso aperto. In questa condizione gli incisivi superiori e inferiori non entrano in contatto quando la bocca si chiude.

Questa alterazione modifica la funzione masticatoria e la posizione della lingua.

Qual è l’età migliore per mettere l’apparecchio?

L’ortodonzia per bambini non segue una regola identica per tutti. Il momento del trattamento dipende dal tipo di problema e dallo sviluppo della dentizione.

Molti trattamenti iniziano durante la dentizione mista, cioè il periodo in cui convivono denti da latte e denti permanenti. Questa fase si colloca tra i 6 e i 10 anni.

Durante questa fase il dentista può individuare anomalie nella crescita delle arcate dentali o nella posizione dei denti.

Terapia ortodontica intercettiva

In alcune situazioni l’ortodontista può proporre una terapia ortodontica intercettiva. Questo trattamento interviene durante la crescita del bambino con l’obiettivo di guidare lo sviluppo delle ossa mascellari e dei denti.

L’ortodontista può diagnosticare e trattare problematiche come:

  • malocclusione;
  • morso inverso posteriore;
  • morso aperto anteriore;
  • necessità di recupero di spazio in un’arcata affollata;
  • sventagliamento degli incisivi;
  • denti che non riescono a spuntare nell’arcata.

In alcuni casi il trattamento ortodontico può iniziare anche sui denti da latte o sui primi denti permanenti. Questa situazione rimane poco frequente.

Il ruolo dei denti da latte nello sviluppo del sorriso

I denti da latte svolgono funzioni importanti nello sviluppo della bocca. Questi denti permettono una masticazione efficace e guidano la crescita dei denti permanenti.

Quando un dente deciduo cade troppo presto o rimane in bocca oltre il tempo previsto, l’equilibrio dell’arcata dentale può cambiare. Gli spazi disponibili si modificano e i denti permanenti possono erompere in posizione irregolare.

Per questo motivo i controlli odontoiatrici durante l’infanzia permettono di monitorare la permuta dentaria.

Quando è troppo tardi per l’apparecchio?

Molti genitori si chiedono se esista un limite di età per iniziare il trattamento ortodontico. Nel contesto dell’ortodonzia pediatrica la diagnosi precoce offre diversi vantaggi, perché durante l’infanzia le ossa mascellari attraversano una fase di crescita.

Non esiste un’età precisa oltre la quale non sia più possibile intervenire, ma alcune correzioni risultano più semplici quando il trattamento inizia durante lo sviluppo dentale.

Durante l’infanzia e la fase della dentizione mista il dentista può osservare la crescita delle arcate dentali e individuare eventuali anomalie. In questa fase il trattamento può guidare lo sviluppo delle ossa mascellari e favorire l’allineamento dei denti.

Quando si attende la completa eruzione dei denti permanenti o la fine della crescita, alcune correzioni diventano più complesse.

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