La cura della carie dipende dalla profondità raggiunta dalla lesione e dallo stato dei tessuti dentali. Una carie piccola può richiedere un trattamento conservativo limitato allo smalto e alla dentina. Quando l’infezione si avvicina alla polpa, invece, la terapia diventa più complessa e può comprendere la devitalizzazione.
Il dentista stabilisce come curare una carie dopo aver esaminato il dente e valutato l’estensione del tessuto danneggiato. Il trattamento ha lo scopo di arrestare il processo carioso, rimuovere la parte compromessa e ricostruire la forma del dente, così da ripristinarne la funzione.
Carie piccola: si può ancora intervenire in modo conservativo?
Nelle sue prime fasi, la carie può apparire come una zona dello smalto che ha perso parte dei suoi minerali. Questa alterazione iniziale, detta demineralizzazione, può manifestarsi con una macchia bianca opaca e non comporta sempre la presenza di una cavità.
Se lo smalto conserva una superficie integra, il dentista può indicare un trattamento non invasivo. L’applicazione di fluoro, il controllo della placca, una migliore igiene orale e la riduzione della frequenza con cui si consumano zuccheri possono favorire la remineralizzazione dello smalto. La lesione deve comunque essere controllata nel tempo.
Quando si è già formata una cavità, il tessuto dentale perso non si rigenera. Una carie piccola cavitata richiede quindi la rimozione della parte danneggiata e la ricostruzione del dente con un’otturazione. Un intervento precoce permette di conservare una quantità maggiore di tessuto sano e riduce il rischio che la lesione raggiunga gli strati più profondi.
Per approfondire il modo in cui si sviluppa la malattia è possibile consultare l’articolo dedicato alle cause e alla cura della carie dentale.
Come si cura una carie: le fasi del trattamento
Il trattamento cambia in base alla posizione e alla profondità della lesione. Nella maggior parte dei casi, la cura di una carie che non ha raggiunto la polpa comprende alcune fasi precise.
Visita e valutazione della carie
Prima di iniziare, il dentista osserva il dente e controlla la presenza di cavità, alterazioni dello smalto o zone che trattengono placca e residui alimentari. Valuta anche eventuali sintomi, come sensibilità al caldo, al freddo o ai cibi dolci.
Alcune carie, soprattutto quelle che si formano tra due denti, possono essere difficili da vedere durante la sola osservazione clinica. Se necessario, il dentista può indicare una radiografia endorale per stabilire quanto la lesione si sia estesa nella dentina e quanto sia vicina alla polpa.
Anestesia e isolamento del dente
Se il trattamento coinvolge la dentina o può causare fastidio, viene eseguita un’anestesia locale. Il dente viene poi isolato dalla saliva, spesso attraverso la diga di gomma, un sottile foglio elastico che separa l’area da trattare dal resto della bocca.
L’isolamento mantiene asciutta la cavità durante la ricostruzione e impedisce alla saliva di contaminare la superficie preparata. Protegge inoltre i tessuti della bocca dagli strumenti e dai materiali impiegati.
Rimozione del tessuto cariato
Il dentista apre la cavità e rimuove il tessuto dentale deteriorato con strumenti rotanti o manuali. L’intervento deve eliminare la dentina infetta e, allo stesso tempo, conservare quanto più tessuto sano possibile.
Nelle carie molto vicine alla polpa può essere indicata una rimozione selettiva. Una piccola quantità di dentina alterata viene lasciata nella zona più profonda per ridurre il rischio di esporre la polpa. Il dentista sigilla poi la cavità con materiali adatti, dopo aver verificato che questa tecnica sia compatibile con le condizioni del dente.
Otturazione e ricostruzione
Dopo la rimozione della carie, la cavità viene pulita e preparata per l’otturazione. I materiali compositi, disponibili in tonalità simili a quelle dei denti, aderiscono alla superficie dentale e permettono di ricostruirne la forma.
La ricostruzione viene modellata in modo da ristabilire i punti di contatto con i denti vicini e la superficie usata per masticare. Per maggiori informazioni è possibile approfondire il rapporto tra carie e otturazioni.
Rifinitura e controllo della chiusura dei denti
Al termine dell’otturazione, il dentista rifinisce e lucida il materiale. Controlla poi l’occlusione, cioè il modo in cui i denti superiori e inferiori entrano in contatto.
Una ricostruzione troppo alta può causare fastidio durante la masticazione o sottoporre il dente a una pressione eccessiva. In questo caso bastano piccoli ritocchi per correggere il contatto.
Carie profonda: quando serve la devitalizzazione
Una carie profonda attraversa lo smalto, coinvolge gran parte della dentina e può raggiungere la polpa, il tessuto interno che contiene nervi e vasi sanguigni. La vicinanza alla polpa, da sola, non comporta sempre la necessità di devitalizzare il dente. Il dentista valuta i sintomi, la risposta ai test di vitalità e l’aspetto della lesione.
Se la polpa è ancora sana o presenta un’irritazione reversibile, può essere possibile rimuovere la carie e proteggere la zona profonda con un materiale specifico. Il dente viene poi ricostruito e controllato nel tempo.
La devitalizzazione può servire quando l’infiammazione della polpa è irreversibile oppure quando il tessuto pulpare è andato incontro a necrosi. Queste condizioni possono provocare dolore spontaneo, sensibilità prolungata al caldo o al freddo, dolore alla masticazione, gonfiore o formazione di un ascesso. In alcuni casi, però, il dente può perdere vitalità senza causare sintomi evidenti.
Durante la terapia canalare, il dentista rimuove la polpa dai canali presenti nelle radici, deterge e disinfetta gli spazi interni e li sigilla. Dopo il trattamento, il dente deve essere ricostruito. Se ha perso una quantità estesa di tessuto, può essere indicato un intarsio o una corona per proteggerlo durante la masticazione.
Quanto dura il trattamento di una carie
Una carie piccola o di media profondità viene spesso curata in una sola seduta. La durata dipende dalla posizione del dente, dall’estensione della cavità, dal numero di superfici coinvolte e dalla complessità della ricostruzione.
Un’otturazione semplice può richiedere circa 30-60 minuti. Le carie profonde possono avere bisogno di tempi più lunghi, soprattutto quando è necessario proteggere la polpa o ricostruire una parte ampia del dente.
La devitalizzazione può svolgersi in una o più sedute. Il numero degli appuntamenti varia in base al dente interessato, alla conformazione dei canali e alla presenza di un’infezione. Anche la ricostruzione successiva può richiedere un appuntamento separato.