Afta: quando preoccuparsi e come curarla

L’afta è una lesione della mucosa orale. Di solito, non è più grande di un centimetro, di forma tondeggiante e dalla colorazione bianca a volte tendente al giallo. L’afta può svilupparsi in qualunque momento, provocando una fastidiosa sensazione quando ci si passa sopra la lingua o mentre si mangia, si parla o ci si lava i denti.

Ma come nasce un’afta? Non si conoscono ancora bene i motivi per i quali può formarsi, anche se alcune condizioni sembrano favorirla, come ad esempio i traumi a livello locale. Una situazione tipica è lo spazzolino da denti usato con troppa energia che può causare microtraumi alla mucosa orale o un morso dato per sbaglio all’interno della guancia mentre si sta masticando. In linea generale, qualunque tipo di trauma meccanico a livello della mucosa orale può favorire lo sviluppo di un’afta, ma ci sono anche altri fattori potenzialmente scatenanti.

Vediamo dunque insieme come nasce un’afta, come curarla e a che cosa bisogna fare attenzione.

Afta in bocca

Fastidio, bruciore, difficoltà a mangiare, lavarsi i denti e, in casi molto severi, anche a parlare: l’afta si presenta spesso in modo improvviso e senza annunciarsi, causando del disagio.

A volte l’afta può presentarsi insieme ad altre afte che possono svilupparsi all’interno della mucosa orale, una zona molto sensibile. Si tratta dunque di una vera e propria piccola ulcera che può comparire a qualsiasi età, ma che sembra essere più frequente in età pediatrica.

Le cause, come già anticipato, non sono ben note e spesso vengono ricercate nella routine di igiene dentale quotidiana, ma anche nell’alimentazione e nella carenza di alcune vitamine, così come nella predisposizione personale.

Proprio perché le cause della comparsa di un’afta possono essere molteplici, la cura mira ad alleviare il fastidio che provoca, favorendo la guarigione. Per questo, è possibile utilizzare rimedi farmacologici, ma anche alcuni rimedi naturali.

Prima, però, è molto importante che l’afta venga sottoposta all’attenzione del dentista.

Riconoscere un’afta in ogni caso è molto semplice. Ad una prima osservazione la lesione appare come una macchia bianca, tondeggiante, lievemente concava, con l’interno bianco o giallo e i bordi molto arrossati e lievemente gonfi, segno di un’infiammazione in corso. Le dimensioni sono variabili e possono oscillare tra i 5 mm e il centimetro nel caso dell’aftosi major.

Anche il distretto in cui l’afta si presenta è piuttosto variabile. L’afta può infatti colpire l’interno delle labbra e delle guance, ma anche le gengive, la lingua e persino il cavo orale. Nel caso di afte dislocate in punti piuttosto anomali come il palato o il fondo della bocca, si può ipotizzare la presenza di altre patologie. In questi casi, l’afta potrebbe dunque essere la spia di un altro problema che va indagato rivolgendosi al medico.

Ecco perché è sempre importante sottoporsi, in caso di afta, ad un controllo dentistico, al fine di scongiurare la presenza di patologie potenzialmente più insidiose.

A differenza dell’herpes, l’afta non è contagiosa e dunque non può essere trasmessa. Il tempo di guarigione poi dipende dalle dimensioni e dal numero delle lesioni. Quelle più grandi possono impiegare anche più di due settimane, specie se legate a patologie più importanti come la stomatite aftosa. Attraverso un’accurata anamnesi, il dentista saprà indicare la tipologia di afta da cui si è affetti, la cura migliore e i tempi di guarigione stimati.

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Quando preoccuparsi?

Afta quando preoccuparsi e come curarla

Quando ci si ritrova con un’afta, è importante non sottovalutare nessuna delle lesioni che si presentano a livello della mucosa orale. Perciò, è importante trattare l’afta nel modo più opportuno, meglio se dopo averla fatta esaminare dal proprio dentista di fiducia. Ma quando un’afta deve far preoccupare? Qualsiasi lesione o ulcera della mucosa, che non migliora o guarisce nelle due settimane successive alla sua comparsa, merita un’indagine più approfondita per escludere altre problematiche.

I motivi per cui compare un’afta, infatti, possono essere molteplici e vanno dai traumatismi meccanici alla carenza vitaminica, dallo stress alle fluttuazioni ormonali nelle donne fino ad arrivare a patologie croniche più serie, tra cui la celiachia.

Anche alcune intolleranze alimentari, l’uso di particolari farmaci, problematiche al sistema immunitario o il ricorso a terapia invasive, come la chemioterapia o la radioterapia, potrebbero favorire la comparsa di una o più afte.

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Afta: come curarla

Ci sono diverse possibilità per poter curare un’afta e di conseguenza alleviare i sintomi di fastidio che provoca.

Previo consulto medico e/o dentistico, si può ricorrere a rimedi farmacologici o naturali. Tra i rimedi farmacologici, si possono trovare gel e spray lenitivi a base di ingredienti naturali, come l’aloe e l’acido ialuronico. Questi sono in grado di favorire la guarigione dell’afta. Inoltre, ci sono cerotti a base di antinfiammatori steroidei. Tra i rimedi naturali, c’è chi trova giovamento da impacchi di bicarbonato o sale, ma anche dall’applicazione di tea tree oil, aloe e persino propoli. E’ sempre meglio però evitare il fai da te che potrebbe peggiorare la situazione anziché migliorarla, aumentando l’infiammazione. Il consiglio rimane quello di rivolgersi al dentista affinché possa visionare la lesione e suggerire la cura più adatta.

Molto importante poi anche il ruolo della prevenzione. Infatti, per prevenire la comparsa delle afte, può aiutare:

  • seguire una corretta igiene orale quotidiana
  • mangiare in modo sano e variegato, assumendo tutte le vitamine e i sali minerali di cui si ha bisogno
  • evitare stress troppo intensi
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