Il morso aperto è una malocclusione nella quale alcuni denti dell’arcata superiore e inferiore non entrano in contatto quando la bocca si chiude. Lo spazio può interessare la zona degli incisivi oppure, con minore frequenza, i denti posteriori. La condizione può comparire durante l’infanzia e persistere in età adulta, con possibili effetti sulla masticazione, sulla deglutizione, sul parlato e sull’aspetto del sorriso.
Cos’è il morso aperto
In una corretta occlusione dentale, i denti superiori e inferiori stabiliscono contatti che permettono di mordere e masticare il cibo. Nel morso aperto, una parte delle arcate resta invece separata anche quando i molari sono a contatto.
In base alla posizione dello spazio, si distinguono due forme:
- il morso aperto anteriore, nel quale gli incisivi superiori e inferiori non si toccano;
- il morso aperto posteriore, che coinvolge premolari o molari.
Un’altra distinzione riguarda l’origine del problema. Il morso aperto dentale dipende soprattutto dalla posizione e dall’eruzione dei denti. Quello scheletrico è legato alla crescita della mascella, della mandibola e delle strutture del volto. Le due componenti possono anche comparire insieme.
Quali sono le cause del morso aperto nei bambini
Durante l’infanzia, denti e ossa mascellari attraversano diverse fasi di sviluppo. Alcune abitudini protratte nel tempo possono esercitare pressioni sulle arcate e modificare la posizione degli incisivi.
Tra le cause più comuni del morso aperto nei bambini rientrano:
- l’uso prolungato del ciuccio;
- la suzione del pollice o di altre dita;
- l’abitudine a tenere oggetti tra i denti;
- una posizione scorretta della lingua a riposo o durante la deglutizione;
- alterazioni della crescita delle ossa mascellari;
- la respirazione orale associata, per esempio, a ostruzioni delle vie aeree.
La presenza del ciuccio o la suzione del pollice nei primi anni di vita non determina sempre una malocclusione. Contano la durata dell’abitudine, la frequenza, l’intensità della pressione e l’età alla quale viene abbandonata.
Se il comportamento termina abbastanza presto, alcuni morsi aperti di origine dentale possono ridursi con la crescita. Quando l’abitudine persiste durante la dentizione mista, aumenta il rischio che la posizione dei denti e lo sviluppo delle arcate subiscano modifiche più stabili. Una valutazione di ortodonzia pediatrica permette di controllare l’evoluzione dell’occlusione.
Quali sono le cause negli adulti
Negli adulti, il morso aperto può derivare da una malocclusione comparsa durante l’infanzia e mai corretta. In altri casi prevale una componente scheletrica, legata al modo in cui mascella e mandibola si sono sviluppate.
Anche la postura della lingua può contribuire al mantenimento del problema. Una spinta ripetuta contro gli incisivi durante la deglutizione, oppure la presenza della lingua tra le arcate a riposo, può ostacolare il contatto tra i denti anteriori. Il rapporto tra lingua e morso richiede però una valutazione accurata, perché la postura linguale può essere una causa, una conseguenza della malocclusione o entrambe.
Tra gli altri fattori rientrano la respirazione orale, alcune alterazioni neuromuscolari e la ricomparsa della malocclusione dopo un precedente trattamento ortodontico. Il morso aperto presenta infatti una certa tendenza alla recidiva, soprattutto quando persistono i fattori che lo hanno favorito.
Quali conseguenze può avere
Gli effetti dipendono dalla posizione e dall’ampiezza dello spazio tra le arcate. Un morso aperto lieve può causare pochi disturbi, mentre le forme più estese possono interferire con diverse funzioni della bocca.
Le conseguenze più comuni comprendono:
- difficoltà nel mordere alcuni alimenti con gli incisivi;
- masticazione meno equilibrata;
- alterazioni della deglutizione;
- difficoltà nella pronuncia di alcuni suoni;
- distribuzione irregolare delle forze sui denti;
- cambiamenti nell’aspetto del sorriso e del profilo del volto.
Quando i denti anteriori non si incontrano, la persona può spostare il cibo verso i denti posteriori per riuscire a spezzarlo. Questo adattamento modifica il modo di masticare e può sovraccaricare alcune zone delle arcate.
Come viene diagnosticato
La diagnosi parte dall’osservazione dei contatti tra i denti. L’ortodontista controlla la posizione delle arcate, la crescita delle ossa mascellari, la postura della lingua e le modalità di respirazione e deglutizione.
La valutazione può comprendere fotografie, impronte o scansioni digitali. Quando servono informazioni sulle strutture ossee e sulle radici dentali, il dentista può indicare alcuni esami radiografici. Questi dati permettono di distinguere un problema prevalentemente dentale da una forma scheletrica e di misurare l’estensione della malocclusione.
Come si corregge il morso aperto
La correzione dipende dall’età, dalla causa e dalla gravità del difetto. Nei bambini può essere utile intervenire sulle abitudini che esercitano pressione sulle arcate. L’abbandono del ciuccio o della suzione del dito consente, in alcuni casi, un miglioramento spontaneo durante la crescita.
Se la malocclusione persiste, l’ortodontista può ricorrere ad apparecchi intercettivi. Alcuni dispositivi aiutano a modificare le abitudini orali, guidare lo sviluppo delle arcate o controllare l’eruzione dei denti. Nei casi associati a deglutizione disfunzionale o postura linguale alterata può essere indicata anche una valutazione logopedica.
L’apparecchio fisso consente di spostare i denti e modificare i rapporti tra le arcate. In casi selezionati, anche l’ortodonzia trasparente può essere utilizzata per correggere alcune forme di morso aperto dentale. Gli allineatori, però, non sono adatti a ogni situazione.
Bite e bite block possono avere indicazioni specifiche, soprattutto durante la crescita, ma il comune bite notturno non corregge da solo tutte le forme di morso aperto. La scelta del dispositivo richiede una diagnosi ortodontica precisa.
Negli adulti con una marcata componente scheletrica, il solo spostamento dei denti potrebbe non essere sufficiente. In questi casi può essere valutato un trattamento combinato di ortodonzia e chirurgia ortognatica, che modifica la posizione delle ossa mascellari. L’intervento riguarda i quadri più complessi e richiede una pianificazione condivisa tra ortodontista e chirurgo maxillo-facciale.
Dopo la correzione viene spesso prevista una fase di contenzione. Gli apparecchi di mantenimento aiutano a conservare la nuova posizione dei denti, mentre il controllo delle abitudini orali riduce il rischio di recidiva.
Il morso aperto nei bambini si corregge da solo crescendo?
Alcune forme lievi possono migliorare dopo l’abbandono precoce del ciuccio o della suzione del dito. La correzione spontanea dipende dall’età, dalla durata dell’abitudine e dall’eventuale presenza di una componente scheletrica. Una visita ortodontica permette di verificare se attendere o iniziare un trattamento.