La levigatura radicolare è il trattamento non chirurgico di riferimento per la parodontite. Consiste in una pulizia profonda sotto il margine gengivale, con l’obiettivo di rimuovere placca e tartaro accumulati all’interno delle tasche parodontali e rendere la superficie radicolare più pulita e liscia. In questo modo si riduce l’infiammazione e si crea una condizione più favorevole per la guarigione del tessuto gengivale.
Va distinta dalla normale detartrasi, che lavora sulla superficie visibile del dente. La levigatura radicolare raggiunge i depositi batterici accumulati sotto la gengiva, in zone che la pulizia domiciliare e quella professionale non riescono a raggiungere.
In altri termini: da una parte rimuove placca, tartaro e batteri che si accumulano sopra e sotto gengiva; dall’altra lavora sulla superficie della radice, rendendola più liscia e meno favorevole a nuovi depositi. È proprio questo secondo aspetto che distingue la levigatura radicolare da una normale pulizia professionale.
A cosa serve la levigatura radicolare
La levigatura radicolare serve a trattare l’infezione che si sviluppa all’interno delle tasche parodontali, cioè quegli spazi che si formano tra gengiva e dente quando la parodontite avanza. L’obiettivo è pulire in profondità le superfici radicolari, ridurre l’infiammazione e creare condizioni più favorevoli per la guarigione dei tessuti. Quando il trattamento dà buoni risultati, le tasche possono ridursi e la gengiva può aderire meglio al dente.
È particolarmente indicata quando la visita parodontale mostra segni compatibili con la parodontite: Attraverso il sondaggio parodontale si misura la profondità che può essere fisiologico entro 4mm o patologico. inoltre, sempre con il sondaggio si valuta il sanguinamento.
Serve quando la normale pulizia professionale non basta più. Se placca e tartaro si accumulano sotto il margine gengivale, infatti, non possono essere rimossi in modo efficace né con l’igiene orale quotidiana né con una pulizia superficiale. In questi casi è necessario intervenire in profondità, all’interno delle tasche parodontali, per pulire le superfici radicolari e ridurre l’infiammazione.
Come viene eseguita
Prima della levigatura radicolare, il dentista imposta sempre una fase iniziale di preparazione. In questa fase si lavora sull’igiene orale, si rimuove la placca ed il tartaro presente sopra il margine gengivale e si eliminano tutte quelle condizioni che favoriscono l’accumulo di batteri. Questo passaggio è importante perché crea le basi per rendere più efficace il trattamento successivo.
La levigatura radicolare vera e propria viene poi eseguita con strumenti specifici manuale. Inoltre, alcune punte ad ultrasuoni possono raggiungere la profondità delle tasche. In base alla situazione clinica, il trattamento può essere suddiviso in più sedute, intervenendo su una parte della bocca per volta, oppure concentrato in tempi più ravvicinati. In ogni caso, l’obiettivo resta lo stesso: rimuovere placca e tartaro dalle superfici radicolari sotto gengiva e ridurre l’infiammazione all’interno delle tasche parodontali.
Dopo questa pulizia profonda, la superficie della radice viene levigata per renderla più liscia e meno favorevole a nuovi accumuli di batteri.
Fa male? Quante sedute servono? Serve l’anestesia?
Il trattamento può richiedere più sedute, a seconda dell’estensione della malattia, del numero di denti da trattare, della profondità delle tasche e della sensibilità del paziente. Viene quasi sempre eseguito in anestesia locale.
Nei giorni successivi alla seduta possono comparire dolore lieve, sensibilità dentale, gonfiore e piccoli sanguinamenti. Si tratta di reazioni attese nella fase di guarigione dopo una terapia meccanica profonda, non di segnali di complicanza.