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Cos’è e come funziona il sondaggio parodontale

Il sondaggio parodontale è una procedura diagnostica che misura la profondità dello spazio tra il dente e la gengiva, chiamato solco gengivale. Serve a raccogliere i dati necessari per valutare la salute del parodonto: l’insieme di tessuti che sostengono il dente.

Avviene tramite sonda parodontale, un sottile strumento metallico con tacche millimetrate e punta arrotondata, che viene inserito delicatamente nel solco gengivale e misura la profondità in più punti intorno a ciascun dente.

In una bocca sana questa profondità è compresa tra 1 e 3 millimetri. Valori superiori ai 4 millimetri, specie in presenza di sanguinamento, indicano una tasca parodontale. Per arrivare a una diagnosi corretta, però, il dato del sondaggio va sempre integrato con gli altri parametri clinici e, quando necessario, con esami radiografici.

Quando è necessario effettuare il sondaggio parodontale

Il sondaggio parodontale non è riservato solo ai pazienti con problemi evidenti alle gengive. Dovrebbe essere parte della routine diagnostica a ogni visita di controllo, perché la parodontite nelle fasi iniziali non produce dolore e spesso non ha segni visibili a occhio nudo. Aspettare i sintomi significa spesso intercettare la malattia quando ha già prodotto danni ai tessuti.

Ci sono situazioni in cui l’esame diventa ancora più urgente: sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento o il passaggio del filo interdentale, gengive arrossate, gonfie o retratte, mobilità dentale, alitosi persistente, sensazione che i denti si siano allungati nel tempo.

Nei pazienti con diagnosi di parodontite già nota, il sondaggio si ripete periodicamente per verificare se la malattia è sotto controllo, se le terapie stanno producendo risultati o se è necessario modificare l’approccio.

Che cos’è la cartella parodontale

Durante il sondaggio, il dentista o l’igienista registra per ciascun dente una serie di parametri: la profondità di sondaggio, la presenza o assenza di sanguinamento, la posizione della gengiva rispetto alla corona del dente, la mobilità dentale e altri indicatori clinici. Tutti questi dati vengono raccolti nella cartella parodontale.

La cartella parodontale è una mappatura sistematica della condizione della bocca in un dato momento, dente per dente. Il suo valore cresce nel tempo: confrontare le misurazioni di visite successive permette di stabilire se la situazione è migliorata, si è stabilizzata o sta peggiorando. È lo strumento principale con cui il dentista monitora l’evoluzione della malattia e l’efficacia del trattamento.

Cosa succede se si rilevano valori anomali

Trovare tasche profonde durante il sondaggio non comporta automaticamente un trattamento invasivo. Il passo successivo è una valutazione completa: quanti siti sono coinvolti, con quale profondità, in quali denti. Se ritenute necessarie dal dentista, vengono effettuati esami radiografici per stimare l’eventuale perdita ossea con maggiore precisione.

Il piano terapeutico dipende dallo stadio della malattia. In molti casi la terapia non chirurgica, ovvero la pulizia profonda sotto gengiva (la levigatura radicolare), è sufficiente a riportare la situazione sotto controllo.

Perché il sondaggio parodontale è importante

La parodontite è una malattia cronica che, se non trattata, porta alla perdita progressiva di osso e, nei casi gravi, dei denti. Il sondaggio parodontale è uno degli strumenti diagnostici più efficaci per individuarla nelle fasi iniziali, prima che il danno diventi irreversibile. La sola osservazione visiva della gengiva non è sufficiente: alcune tasche profonde non mostrano segni evidenti in superficie.

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