Nella maggior parte dei casi no. Eventualmente, può provocare solo un lieve fastidio, legato al contatto degli strumenti con i denti e con il margine gengivale. Il livello di sensibilità, però, cambia in base alla quantità di tartaro, allo stato delle gengive e alla presenza di denti sensibili o radici esposte.
Inoltre, è bene ricordare che la percezione del dolore è soggettiva e può variare da persona a persona.
L’igiene orale professionale rimuove placca, tartaro e pigmentazioni che lo spazzolino non riesce a eliminare. Durante la seduta, l’igienista utilizza strumenti manuali e a ultrasuoni per staccare i depositi aderenti alla superficie dentale. Se la bocca è in buona salute e le sedute vengono eseguite con regolarità, il trattamento tende a essere ben tollerato.
Quando la pulizia dentale può provocare fastidio
Il tartaro è un deposito mineralizzato che aderisce ai denti e può estendersi sotto il margine gengivale. Quando è presente da molto tempo, la sua rimozione richiede un lavoro più accurato e può interessare zone già infiammate. Per questo motivo, alcune persone avvertono piccole fitte al contatto, sensibilità o una sensazione di pressione durante il trattamento.
Il fastidio può dipendere da diversi fattori:
- gengive infiammate, che possono risultare sensibili al contatto e sanguinare;
- accumuli estesi di tartaro sopra e sotto il margine gengivale;
- recessioni gengivali, con una parte della radice dentale esposta;
- carie, erosioni dello smalto o piccole lesioni già presenti;
- sedute di igiene professionale eseguite a distanza di molto tempo;
- elevata sensibilità individuale agli stimoli.
In presenza di gengivite, i tessuti possono apparire arrossati, gonfi e più fragili. Il passaggio degli strumenti su queste zone può causare dolore lieve e sanguinamento. Questi sintomi dipendono dall’infiammazione già presente e tendono a ridursi quando placca e tartaro vengono rimossi e l’igiene quotidiana migliora.
La pulizia dentale fa male se c’è molto tartaro?
Quando gli accumuli sono abbondanti, la seduta può risultare più fastidiosa. Il tartaro può inserirsi negli spazi tra i denti, aderire al margine gengivale e, nei casi più estesi, proseguire sotto la gengiva. L’igienista deve quindi lavorare su una superficie più ampia e raggiungere zone sensibili.
Sedute regolari rendono la rimozione dei depositi più semplice e riducono il rischio che il tartaro si accumuli in profondità. Se, invece, sono trascorsi diversi anni dall’ultima igiene professionale, il trattamento può richiedere più tempo o essere suddiviso in più appuntamenti.
Una presenza estesa di tartaro sottogengivale può anche indicare un problema parodontale. In questi casi, il dentista valuta la profondità degli spazi tra denti e gengive e controlla lo stato dei tessuti che sostengono gli elementi dentali.
È possibile fare la pulizia dei denti con l’anestesia?
Se la pulizia dentale fa male a causa di una sensibilità marcata, di un’infiammazione estesa o di depositi profondi, si può valutare l’uso di un anestetico locale. Questa possibilità viene presa in considerazione soprattutto durante i trattamenti parodontali o nei pazienti che avvertono dolore intenso.
Prima della seduta è utile segnalare eventuali esperienze negative, la presenza di denti sensibili e le zone che causano più fastidio. In questo modo, l’igienista può modulare gli strumenti, procedere con pause brevi o suddividere il trattamento in più sedute.
In ogni caso, la scelta se applicare o meno un anestetico locale spetta sempre al dentista.
Cosa si può avvertire dopo la pulizia dentale
Dopo la rimozione del tartaro, i denti possono risultare più sensibili al freddo, all’aria e agli alimenti acidi o zuccherati. Le gengive, soprattutto se erano infiammate, possono restare indolenzite e sanguinare per un breve periodo. In genere, questi disturbi si attenuano già nelle ore successive al trattamento.
La sensibilità può apparire più evidente perché il tartaro ricopriva alcune superfici dentali o radicolari. Una volta eliminato il deposito, queste zone tornano esposte agli stimoli termici. Il fastidio dopo la pulizia tende a essere temporaneo, ma la sua durata dipende dalle condizioni iniziali della bocca.
Nelle ore successive è consigliato utilizzare uno spazzolino con setole morbide ed evitare alimenti molto caldi, freddi, acidi o piccanti se provocano dolore. Il dentista o l’igienista possono anche suggerire un dentifricio specifico per la sensibilità dentale.