Inclusione dentale: come riconoscerla e in che modo rimediare

L’inclusione dentale è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi e può manifestarsi sia nei bambini che negli adulti, anche se non sempre il soggetto che presenta un inclusione dentale se ne accorge. Se è vero che i denti inclusi possono portare a diverse problematiche, è anche vero che in alcuni casi possono rimanere silenti e passare inosservati fino a quando non ci si siede sulla poltroncina dello studio dentistico.

Un’accurata visita odontoiatrica infatti, e ancor di più un’ortopanoramica, possono essere decisive per permettere al dentista di individuare gli eventuali denti inclusi, la loro posizione e la percentuale di inclusione. La visita di routine infatti mostrerà immediatamente al medico odontoiatra l’eventuale presenza di inclusione dentale, ma l’esame radiografico servirà poi a individuarne i contorni e il livello di gravità, aiutando il medico a fornire una diagnosi molto più precisa.

Inclusione dentale: cos’è

Si parla di inclusione dentale quando il dente non riesce ad erompere la gengiva o lo fa in parte, restando “incluso” per l’appunto all’interno della gengiva.

Spesso questo fenomeno viene a consolidarsi soprattutto dopo una certa età, ovvero quando il fisiologico fenomeno dello “spuntare” dei denti dalle gengive può considerarsi concluso.

Se i denti non riescono a erompere entro questi termini fisiologici a livello temporale, o lo faranno in parte, allora si parlerà di denti inclusi.

Denti inclusi: cosa fare?

inclusione dentale

Ci sono alcuni denti che, più di altri, sembrerebbero essere predisposti al fenomeno dell’inclusione dentale, primi fra tutti i tanto temuti denti del giudizio.

I denti del giudizio sono gli ultimi a spuntare sulle arcate dentarie e proprio per questo a volte possono giocare brutti scherzi, presentando inclusione dentale o una crescita deviata rispetto a quella naturale.

Essendo gli ultimi, i denti del giudizio possono presentarsi anche fino ai 25 anni di età, dunque in questo specifico caso è possibile che non si parli di inclusione dentale fino a questa scadenza anagrafica. Ovviamente è sempre il dentista, previa approfondita visita a determinare la presenza o meno di inclusione dentale e il relativo livello di inclusione.

Tuttavia i denti del giudizio, soprattutto se inclusi o fuoriusciti parzialmente, sono tra quelli che danno più problemi.
La loro posizione nell’arcata dentale infatti può essere nociva per i denti vicini: comparendo per ultimi è possibile che questi denti erompano dalle gengive solo in parte e, non trovando spazio, si allineino nel modo sbagliato, anche in senso orizzontale o restino bloccati a metà causando possibili infezioni gengivali ponendo tra l’altro le basi per una malocclusione dentale anche grave.

Inoltre i denti del giudizio rimasti intrappolati non nella gengiva, bensì nell’osso mascellare, a lungo andare potrebbero causare cisti in grado di indebolire addirittura l’osso portante.

La presenza di denti del giudizio inclusi inoltre espone il soggetto che presenta tale problematica a possibili infezioni gengivali anche perché la normale pulizia quotidiana è resa più difficoltosa.

Naturalmente non sono solo i denti del giudizio ad essere i candidati ideali di inclusione dentale, il fenomeno può colpire anche gli incisivi centrali e laterali, i canini e i molari.

Inclusione dentale: classificazione e cause

Non tutte le inclusioni dentali sono uguali, così come non tutti i denti possono presentare lo stesso grado di inclusione o manifestarla nella stessa fascia di età (abbiamo detto anzi che i denti del giudizio possono erompere anche fino ai 25 anni).

Solitamente i medici odontoiatri sono soliti classificare l’inclusione dentale in base ad alcuni fattori, per questo si può parlare di:

  • Inclusione dentale permanente, quando il dente non erompe minimamente al di fuori della gengiva e rimane incluso per tutta la vita.
  • Inclusione dentale temporanea, quando il dente non erompe entro i termini suggeriti dalla fisiologica crescita in base all’età, ma è portato a completare il suo percorso di crescita e lo porterà a termine in età adulta.
  • Inclusione dentale totale, quando il dente è totalmente incluso nella sua sede gengivale.
  • Inclusione dentale parziale, quando il dente erompe in parte, ma non completa la sua uscita fisiologica.

Denti inclusi nei bambini

Le cause dell’inclusione dentale sono molte, ma una sembra essere quella predominante, soprattutto nei bambini: la caduta prematura di un dente da latte.

Se a causa di carie o altre motivazioni, quale un trauma ai denti, il bambino è interessato dalla caduta prematura di un dente da latte prima che il corrispettivo permanente sia pronto a erompere, lo spazio lasciato dal dentino caduto verrà occupato dai denti vicini e quello incluso resterà intrappolato nella gengiva, senza lo spazio per poter uscire.

Altre possibili cause dell’inclusione dentale sono

  • il sovraffollamento dentale (e dunque i conseguenti denti non allineati nel modo corretto),
  • il palato stretto,
  • traumi improvvisi ai denti,
  • malformazioni anatomiche di varia natura,
  • altre patologie che possono contrastare la naturale eruzione gengivale dei denti.

Inclusione dentale: come si manifesta e rimedi

inclusione dentale

Se è vero che non sempre e non in tutti i soggetti l’inclusione dentale è manifesta, nella stragrande maggioranza dei casi il soggetto presenta dei sintomi che il dentista è in grado di ricollegare facilmente a questa problematica.

Tra i sintomi principali dell’inclusione dentale ci sono infatti la deformazione delle arcate dentarie e degli stessi denti, le malocclusioni dentali, le carie, le infiammazioni gengivali o della polpa dei denti (pulpite) e altre complicanze possibili come ascessi, mal di denti ricorrenti e nevralgie.

I rimedi messi in campo dal dentista dopo un’accurata visita variano a seconda di qual è il dente incluso e il grado di inclusione a cui è sottoposto. Se il dente incluso risulta allineato e non dà nessun fastidio, è possibile lasciarlo dov’è tenendo ovviamente sotto controllo la situazione con delle visite odontoiatriche di routine.

Se il dente incluso è il dente del giudizio e dà fastidio ai denti vicini oppure ostacola la normale masticazione o anche solo la consueta pulizia quotidiana, il dentista può valutare la possibilità di ricorrere alla terapia estrattiva.

Se invece il dente del giudizio incluso non dà particolari problemi ed ha solo poco spazio, è il dentista potrà decidere di correggerne l’allineamento facendo ricorso ad un apparecchio.

In alcuni casi, come nel caso di un incisivo o un canino incluso, alle problematiche descritte si aggiunge anche quella estetica per cui il medico dentista potrebbe valutare l’idea di ricollocare tramite un intervento di autotrapianto il dente interessato dall’inclusione, risistemandolo nella sua sede naturale.

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